Come si formano i Calcoli Renali: i sintomi

 È indubbio che debbano coesistere situazioni favorenti che inducono la precipitazione di sostanze poco solubili (calcio, ossalato, acido urico, cistina…) in ambiente urinario prevalentemente acido. La formazione del cosiddetto nucleo del calcolo renale avviene in pochi attimi. Le sostanze insolubili si aggregano su un nucleo costituito spesso da una matrice organica come un frammento di una cellula renale che, finito il suo ciclo vitale, viene rilasciata nelle urine. Oppure i cristalli di tali sostanze “incrostano” le papille renali ove sboccano i tubuli renali che riversano in quella zona le urine nel bacinetto renale. Talora queste” incrostazioni” per un modesto trauma, vibrazione, movimento si staccano e cadono nella pelvi renali e necessariamente devono seguire il flusso urinario: quindi una prima tappa può essere il giunto pielo-ureterale, che collega il bacinetto renale all’uretere, canale capace di piccole contrazioni necessarie fisiologicamente per far procedere l’urina.

Da cui la colica renale “alta”: le cavità renali si dilatano se il calcolo impedisce il passaggio di urine (idronefrosi) talora solo con un modesto o intenso peso doloroso al fianco che può persistere molte settimane. In questo caso il paziente si reca dall’ortopedico o dal fisiatra per il sospetto di una lombalgia proveniente dalla colonna. Oppure iniziano dolori intensi ad ondate, spastici, molto intensi, frequente nausea e vomito, spossatezza, panico, sudorazione. Febbre se si sovrappone una infezione urinaria, favorita dall’ostruzione del calcolo renale.

Il dolore è in terza posizione come intensità dopo l’infarto e gli spasmi del parto!

Se compare febbre alta con brividi si può considerare tale situazione pericolosa per la vita poiché la sepsi urinaria immette nel circolo ematico migliaia e migliaia di germi con collasso cardiocircolatorio talora irreversibile.

IN QUESTO CASO NESSUN INDUGIO: CORSA IN OSPEDALE E RICOVERO!

Se il calcolo renale riesce a transitare nell’uretere verso la vescica può verificarsi una colica renale che potremmo arbitrariamente definire “intermedia “poiché sembra partire dal fianco interessato o dalla regione inguinale dello stesso lato.

L’intensità dei dolori è ugualmente molto intensa e può simulare una colica intestinale o a destra addirittura una colica biliare.

Se il calcolo renale continua la sua corsa nell’uretere si ha la sensazione che questi dolori violenti e spastici partano dall’inguine e si irradiano al fianco destro. Ma le proiezioni dolorose talora sono abbastanza specifiche di una colica renale poiché si irradiano al testicolo nell’uomo o alle grandi labbra nella donna.

Quando il calcolo renale, finalmente, cade in vescica si ha una immediata sensazione di sollievo!

Per questo consigliamo al paziente quando urina di filtrare le urine o urinare nel bidet onde cercare di recuperare il calcolo renale onde stabilirne la natura.

Ma quali probabilità ha il calcolo di essere eliminato? dipende da vari fattori. La scabrosità della superficie talora con presenza di piccole punte che lo ancorano nel giunto pielo-ureterale, nello stesso uretere o nel giunto allo sbocco dell’uretere con la vescica. Ruvidi e duri sono i calcoli di struvite, talora quelli di ossalato e cistina, lisci e meno duri quelli composti da acido urico. Un fattore importante sono le dimensioni:

INFERIORI AI 2 MM 100%
TRA 2-6 MM70%
TRA 6-8 MM20%
OLTRE GLI 8 MM

I meccanismi responsabili della formazione del calcolo

La comunità scientifica ritiene che i calcoli si formino a causa di tre processi fisiopatologici che possono essere presenti in vario grado, intensità e combinazione.

Sovrasaturazione

La sovrasaturazione rappresenta uno dei fattori determinanti affinché si creino i calcoli renali e si verifica quando nel nostro organismo uno specifico sale satura l’ambiente in cui si trova, in questo caso quello urinario, e ne altera i normali processi fisiologici.

pH urinario

Quando il pH urinario scende sotto una certa soglia (pH acido < 5,5), viene meno il fisiologico equilibrio acido base e si crea un terreno chimicamente favorevole affinché i sali precipitino e si aggreghino dando origine ai cristalli (cristallizzazione). A questo stadio non siamo ancora in presenza di calcoli renali, ma di cristalli.

Ma se le condizioni dell’ambiente urinario si mantengono alterate, ad esempio a causa del protrarsi delle anomalie dei fattori di rischio, ai cristalli si legano nuovi sali e/o altre molecole dando origine al secondo stadio detto di accrescimento omogeneo. In questo stadio il cristallo si ingrandisce e progressivamente si accresce diventando calcolo renale. [Pak CY Effect of dietary modification on urinary stone risk factors. Kidney Int 2005].

Detriti urinari

Molto frequentemente l’aggregazione dei cristalli formatisi in un ambiente sovrasaturo e/o acido non sono unicamente sali ma si uniscono anche altre sostanze, in particolare i detriti cellulari. Tra i detriti cellulari oltre le cellule epiteliali prodotte dallo sfaldamento delle vie urinarie, leucociti, eritrociti, batteri, parassiti, cilindri urinari. In un soggetto sano i detriti urinari sono assenti o molto scarsi ma, dopo un intenso sforzo fisico, febbre, disidratazione, pH acido molto alcalino (come nelle infezioni urinarie) ed altre malattie organiche, non è infrequente la presenza dei cosiddetti cilindri   urinari. Questi sono costituiti da precipitazioni proteiche che si formano su una base, detta matrice, di mucoproteine (cilindro ialino), spesso insieme a frammenti cellulari (cilindri jalino-granulosi o granulosi). Per questo motivo questo tipo di fattore viene chiamato anche matrice mucoproteica. Essa agisce come un collante che si offre all’aggregazione di cristalli. In caso di infezione delle cavità renali alte (evento già di per sé grave) causate da alcuni batteri della classe dei Proteus, questi microrganismi patogeni hanno la caratteristica di produrre, grazie ai loro sistemi enzimatici, ammonio che alcalinizza le urine (pH >8).  È l’ambiente ideale ove si formano i durissimi ed insolubili calcoli di struvite.

Ma se le condizioni dell’ambiente urinario si mantengono alterate, ad esempio a causa del protrarsi delle anomalie dei fattori di rischio, ai cristalli si legano nuovi sali e/o altre molecole dando origine al secondo stadio detto di accrescimento omogeneo. In questo stadio il cristallo si ingrandisce e progressivamente si accresce diventando calcolo renale. [Pak CY Effect of dietary modification on urinary stone risk factors. Kidney Int 2005].

Alterazione degli inibitori

Un terzo elemento fondamentale che concorre alla formazione dei calcoli renali è l’insufficiente produzione dei cosiddetti inibitori della litiasi. In un organismo sano infatti, sono naturalmente presenti alcune sostanze estremamente necessarie, come ad esempio del citrato di potassio ed il magnesio. Questi elementi agiscono o impedendo l’aggregazione dei cristalli o – come il magnesio – sostituendosi al calcio rendendo il cristallo molto più solubile ed eliminabile. Tali situazioni di carenza, oltre che per le scorrette abitudini alimentari, sono ricorrenti nell’ambito della stessa famiglia e dei collaterali assumendo pertanto quasi una manifestazione genetica e/o ereditaria che colpisce alcune popolazioni in determinate zone geografiche.

CILINDRO JALINO-GRANULOSO
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CRISTALLI A” BUSTA DA LETTERA” di ossalato di calcio
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